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Assumono colf irregolari: rischiano carcere e confisca della casa

La corsa contro il tempo delle Forze dell’ordine, mentre l’ok alla norma che permetterà la regolarizzazione delle badanti è alle porte

31 luglio 2009 - Mentre il Senato sta par dare l'ok alla regolarizzazione di colf e badanti i carabinieri di Arcevia sequestrano la casa di una donna di 83 anni e del figlio sessantenne per aver assunto alle proprie dipendenze come badanti due albanesi senza permesso di soggiorno. È accaduto a Piticchio, piccola frazione di Arcevia, in provincia di Ancona.

Il paese è piccolo, la gente mormora, e così madre e figlio – che dall’inizio di luglio avevano dato lavoro alle due clandestine e le avevano ospitate in casa – sono stati denunciati per favoreggiamento all'immigrazione clandestina. Inoltre, rischiano la confisca dell’abitazione - per ora sequestrato -, che ha una superficie di circa 250 metri quadrati, con circa 1.500 mq di giardino annesso e un valore di circa 500mila euro.

Nel caso di condanna dei proprietari, la casa sarà messa in vendita e già si ipotizza che il ricavato possa essere destinato al potenziamento delle attività di prevenzione e repressione dei reati in tema di immigrazione clandestina. I reati dei quali sono accusati i due arcevesi - favoreggiamento all'immigrazione clandestina e assunzione di lavoratori extracomunitari privi del permesso di soggiorno - sono punibili rispettivamente con la reclusione fino a 4 anni e con l'arresto fino ad un anno.

Quanto alle due extracomunitarie, dopo essere state fotosegnalate, sono state accompagnate alla questura di Ancona per i provvedimenti di espulsione.

Sembra proprio una corsa contro il tempo delle impazienti Forze dell’ordine di Arcevia, che – a quanto pare – non hanno voluto saperne di aspettare l’approvazione del dl anticrisi contenente la norma per la regolarizzazione tanto attesa. Quella capace di risolvere il calvario di colf e badanti e delle famiglie che di loro hanno bisogno. Ma ad oggi, difatti, i clandestini – colf o badanti che siano – restano clandestini, con tutto ciò che ne consegue.

Antonia Ilinova

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