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Altro che "buonascuola" in Italia siamo degli analfabeti rispetto all'Europa, il rapporto ISTAT sullo stato dell'istruzione in Italia

L'ISTAT ha pubblicato un corposo rapporto incentrato sulla questione della conoscenza.  Ed emerge una fotografia del Paese devastante. Da un lato hai la propaganda di chi racconta un Paese che esiste solo nella sua mente che mente, a partire da chi difende la peggior legge mai scritta in Italia in materia di legislazione scolastica quale la "buonascuola" bocciata da quasi l'intera comunità scolastica con uno sciopero epocale nel maggio 2015. Dall'altro hai la realtà che ti narra un Paese in estrema difficoltà e povertà e diffusa ignoranza. L'Istat rileva chiaramente che "in Italia la recessione, anche per i vincoli di finanza pubblica dovuti al debito, è stata più profonda rispetto a tutte le altre economie europee, riportando il potere d’acquisto delle famiglie nel 2012 indietro fino ai livelli degli anni Novanta."
E ciò sotto gli occhi di tutti.  A livello di conoscenza afferma che "L’Italia è un’economia industriale ad alto reddito ma ano…
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Iera una volta...il mercato di Ronchi

Iera una volta il mercato di Ronchi. Questa è oramai una constatazione di fatto che vivi nei mercoledì ronchesi, giorno per eccellenza del mercato. I mercati sono sopravvissuti ai secoli, alle guerre, al progresso, all'avvento dei grandi centri commerciali che hanno risucchiato nel buco nero della depressione economica i piccoli commercianti, con città sempre più svuotate con il paradosso che vedrai le città finte, create ad hoc per il commercio, essere strapiene.

I mercati resistono, ma faticano a sopravvivere soprattutto quando arriva l'ultimo mercoledì del mese, quando i soldi son già finiti e per le strade del mercato vedrai sempre meno gente.

Un mercato che ha una sua storia importante, noto soprattutto per la sua energia, vitalità, socialità, che paga probabilmente il prezzo di diverse problematicità, da quelle logistiche alla crisi sociale ed economica che si è scagliata su questo Territorio che pur avendo potenzialità enormi per alzare la testa, in questo momento sto…

Ma quale rischio "fascismo"la relazione dei servizi dedica solo due pagine alla "destra oltranzista",7 all'estremismo di sinistra. Attenzione alla minaccia jihadista

In Italia una cosa è chiara. I media, per qualche strana ragione, stanno ingigantendo un qualcosa che esiste ma non è così dilagante come lo si vuole immaginare o lo si sta presentando. La ragione principale è sicuramente quella elettorale e dopo il 4 marzo il problema del fascismo del terzo millennio sparirà dalla cronaca politica, dall'agenda politica, nel Paese che ha avuto il MSI che aveva una quantità di iscritti e simpatizzanti tale che oggi non si intravede mettendo insieme tutta la galassia neofascista italiana, per fortuna, neanche con il telescopio e nessuno allora si attivò concretamente per chiederne lo scioglimento e  l'antifascismo ritornerà ad essere una cosa che non interesserà più al sistema dominante. Il tutto diventerà marginale, una marginalità con cui però i conti li faranno dopo il 4 marzo soprattutto coloro che l'antifascismo lo hanno praticato sempre attivamente oltre ogni strumentalizzazione, i conti li faranno coloro che dovranno subire le reazio…

Dopo il prima gli italiani, ci sarà il prima gli autoctoni. "Terroni" e non solo siete avvisati

Il movimento no global venne ridicolizzato su tutti i fronti quando denunciava quanto brutta e selvaggia e pericolosa fosse la globalizzazione economica, come sostenuta dall'Europa dell'austerità. Un conto è la globalizzazione che comporta la condivisione di conoscenze e diritti, per quel divenire cittadini del mondo, oggi più utopico che mai come concetto, un conto è sostenere la globalizzazione che fa trovare sulle tue tavole arance spagnole perchè lì costa meno la produzione, cioè il lavoratore, mentre quelle italiane finiscono al macero. La globalizzazione selvaggia ha comportato immigrazioni di manodopera "straniera" a basso costo, con la complicità di tutti i governanti  (ed anche di alcuni sindacati silenti) che si sono succeduti nel corso di questi decenni, dalla Legge Biagi/Maroni al Jobsact, perchè costavano poco, lavoravano in condizioni precarie e tutti hanno chiuso l'occhio sotto la scusante che l'italiano i pomodori a due euro all'ora, senz…

Se dopo settant'anni arriva il cartello bilingue

Era più o meno dalla metà del secolo scorso che sull'incrocio per immettersi sulla meravigliosa strada del Vallone, stretta tra Italia e Slovenia, che conduce da Gorizia all'immissione per Trieste, dalla roccia dei lupi nei pressi delle risorgive del Timavo al cimitero che venne diviso in due dalla linea di pace che spaccò due mondi, Italia e Jugoslavia, senza aver rispetto neanche per i corpi dei morti, Miren/Merna, regnava un cartello stradale che a destra indicava Trieste, a sinistra Gorizia. 
Ha attraversato tutte le turbolenze dalla metà del '900, secolo da archiviare, lasciarsi alle spalle, per entrare nel ventunesimo secolo con i giorni contati. 
Nell'anno del centenario della presa di queste terre da parte dell'Italia, dopo averle aggredite nella prima guerra mondiale, che in soli venticinque anni di permanenza è riuscita a distruggere secoli di convivenza tra comunità linguistiche diverse, anno 2018,verrà sostituito con un cartello bilingue. 
Accanto a Go…

L'Egitto a marzo si prepara a "conquistare" l'Italia con una campagna turistica. Boicottiamola

Come prima e più di prima. Strette di mano, sorrisi, affari, soldi. Visioni ed immagini di una società che continua a scorrere con la stessa densità e potenza di quel meraviglioso Nilo che ha ispirato leggende, miti, imprese epiche e devastazioni. Terra delle piramidi, di tanti misteri, terra di conquista per l'Italia, in rapporti, si dice, che durano da 2000 anni tra il nostro mondo e quello egiziano, dai tempi di Cesare e Cleopatra, si ripete. Che poi in quel Paese ci siano stati ragazzi rapiti, sequestrati, torturati, uccisi, a quel mondo radical chic benpensante di noi altri poco interessa. Che Giulio sia stato massacrato poco interessa. Si è entrati nel terzo anno da quel 25 gennaio 2016 al 3 febbraio 2016. E tra abbracci, sorrisi, e parole di rito, si pone l'altra società, quella che non si compromette, che non si arrende, e non si arrenderà mai, a partire dalla famiglia di Giulio. I messaggi continuano a dilagare e diffondersi in ogni angolo del pianeta e delle nostre …

Si è entrati nel terzo anno della ricerca della verità per Giulio Regeni, con la politica persa nel silenzio di comodo

"Non è possibile normalizzare i rapporti con uno stato che tortura, uccide e nasconde oltraggiosamente la verità, se non a scapito della credibilità politica del nostro Paese e di chi lo rappresenta". Queste sono le parole della famiglia di Giulio.
Una tempesta sotto forma di parole. Parole dure, ma figlie di quella rabbia comprensibile di chi altro non ha potuto fare che constatare l'effettiva resa dell'Italia all'Egitto criminale, dove si continua a morire, a sparire, ad essere torturati, come è successo a Giulio.  Si dovrebbe dare un vero e proprio ultimatum all'Egitto, pretendendo quelle piccole cose, elementi fondamentali, per chiudere il cerchio. Ma l'Egitto ha preso in giro l'Italia e Giulio e la sua famiglia da sempre, depistaggi, menzogne, calunnie, infamie. La politica italiana si è persa in un silenzio di comodo, quel silenzio che ha caratterizzato, salvo qualche formula di rito, anche le massime Istituzioni. E questo silenzio fa male e …