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Progresso Isontino

Marco Barone
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Con i confini della giusta sconfitta di Caporetto l'Italia oggi si fermerebbe a Treviso

Dal dannunzianesimo in poi, passando per retoriche risorgimentali estremizzate, irredentismi radicali, simulati patriottismi, l'Italia decise di aggredire l'Impero Austro Ungarico, occupando terre non italiane, anche se forse si poteva pur parlare l'italiano, anche se prevalentemente si parlavano dialetti locali oltre ovviamente allo sloveno, il tedesco, il friulano. Dove vi potevano essere radici latine, risalenti anche all'Impero Romano, ma non è che ovunque l'Impero Romano mise piede era da considerarsi Italia, perchè allora dovrebbero rivendicare anche l'Azerbaigian, senza dimenticare che l'Italia si formerà come Stato unitario poi solo nel 1861. Audacia, tenacia, scippati dalla terra contadini, ragazzi, famiglie senza più i loro figli, mandati a morire nel nome del niente. Arroganza, gestione criminale del conflitto, per conquistare fazzoletti di terra che ancora oggi si sentono poco italiani, perchè l'Italia è giovane, l'Italia unita si è fat…

A Trieste chiude la libreria indipendente IN DER TAT, Davide questa volta ha perso contro Golia

"IN DER TAT“, prendendo in prestito un concetto che il filosofo Hegel riferiva alla cultura, significa in atto, in evoluzione. E’ per questo motivo che l’abbiamo scelto come nome per la nostra libreria, proprio perché pensiamo alla cultura come qualcosa in continuo mutamento(...)". Questo è quello che leggi nel sito di questa libreria, situata nella zona Cavana di Trieste, non più un bordello ottocentesco, ma un rione oramai destinato ad essere fashion, riqualificato, perfetto, una vetrina nella vetrina di Trieste, che ha snaturato la sua storia, che forse viene ricordata dalla statua di Svevo, niente di più. Una libreria che ha segnato per anni ed anni la storia di questo rione, un punto di riferimento culturale, sociale per triestini e non, appuntamenti di gran rilievo, dibattiti e confronti su più materie, i libri prendevano forma, vita attraverso anche gli incontri, le relazioni. Una libreria relazionale. Con il vecchio libraio o vecchia libraia, non per questione ana…

Rispetto al 2016 circa 70 mila migranti in meno, ma oramai si parla solo di migranti nelle nostre città

Le regioni che hanno la percentuale più bassa di migranti in Italia sono varie, tra queste vi rientra anche il Friuli Venezia Giulia, che continua a rimanere fermo e stabile a 3%. L'accoglienza diffusa si è fusa, nel senso che oramai si è consolidata solo nei grandi centri attrezzati, dove continuano a registrarsi sempre le solite lagnanze. Oramai in Italia si parla solo di migranti. Il resto sembra non interessare più. Il lavoro che è un dramma, interessa meno della questione migranti,  le mafie, che continuano a crescere, interessano meno della questione migranti, il patto di stabilità che strangola i comuni interessa meno della questione migranti,  la sanità, la scuola e tutto il resto interessa meno. Perchè? Perchè i migranti son diventati il perfetto e sistemico capro espiatorio di un Paese fallito come il nostro. Perfetta arma di distrazione di massa, su cui sfogare tutta la rabbia razzista e non razzista di questo Paese corrotto malridotto come l'Italia. Dovrebbe esser…

Dai fulmini primordiali, a Zeus, a Dio. Quanto sopravviverà ancora la religione?

Zeus, figlio di Crono che a sua volta era figlio di Urano a sua volta figlio di Gaia o di Etere che risulterebbe essere figlio di Erebo che è figlio di Chaos. E poi il Dio di Michelangelo che si ispira all’immaginario storico di Zeus. Fin da quando esiste l’essere umano esiste il credo in un qualcosa di superiore. Un credo che doveva soddisfare quella mancanza di risposte che l’uomo ancora non riusciva a dare. Dai fulmini, come segno divino, ai terremoti, come segno di rabbia divina, ai maremoti e così via discorrendo in quella infinita prateria di miti e credenze. Come è stato giustamente osservato da più intellettuali noi oggi reputiamo per miti e credenze ciò che un tempo era la normalità. Era la divinità. Ciò grazie all’evoluzione, al progresso scientifico. Da sempre osteggiato dalle religioni. E’ ancora oggi inspiegabile, per tanti, che le religioni riescano a sopravvivere, ma arriverà il momento ove anche le religioni di oggi verranno considerate miti e credenze come noi consid…

Quanti miliardi di lire e milioni di euro sono andati a Trieste con il Fondo Trieste? Quanto è costata Trieste all'Italia?

Quando si parla di assistenzialismo si pensa al Sud Italia, con la nota questione, irrisolta, meridionale. Miliardi di euro prima, milioni di euro oggi, stanziati per cercare di risollevare le sorti di un territorio annesso all'Italia ad un caro prezzo, anche economico, oltre che di sangue. L'Italia è lunga, tanti km ed arrivi nel profondo Est, o meglio Nord Est, o Triveneto. Ed ecco Trieste dove l'Italia è arrivata con una passerella nel 1918, conquistata, ad un prezzo elevatissimo, poi persa sotto il nazismo, poi ha attraversato l'amministrazione italo-slovena, il GMA, ed infine l'Italia.  Trieste passerà all'amministrazione italiana il 26 ottobre del 1954 e nell'estate seguente arriverà una leggina fenomenale. Quello che venne definito come un piano di provvidenze tra cui la dotazione di un apposito “Fondo” la cui gestione fu affidata all’allora Commissario Generale del Governo per il territorio di Trieste al quale, con la Legge 27 giugno 1955 n.5…

Piazza della Transalpina o Piazza Europa/ Trg Evrope?

Due Stati, due nazioni, una piazza, la stessa ma con due nomi diversi. Non c'è più la rete che divide l'Italia dalla Slovenia, il famigerato muro di Gorizia, l'ultimo a cadere dopo quello di Berlino. Ma come deve essere chiamata questa piazza?  Se vai sul sito del Turismo italiano, quello ufficiale, che a Gorizia dedica non più di 8 righe così si legge:  "Prima tappa di un percorso alla scoperta del territorio è Gorizia, “città di confine” e punto di incontro di etnie diverse, che conserva nelle sue eleganti architetture i segni della storia e della lunga dominazione degli Asburgo. Tra il suo ricco e variegato patrimonio artistico spiccano il castello medievale con il suggestivo borgo, il Duomo e iMusei Provinciali che valorizzano tutti gli aspetti della cultura locale, includendo anche il Museo della Grande Guerra. Un valore del tutto simbolico ha la moderna Piazza Europa, spazio urbano comune tra Gorizia e Nova Gorica, segno della coesistenza delle due città e d…